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Difetti di pronuncia: quali suoni arrivano tardi e quando intervenire

18 settembre 2026 · 6 min di lettura

La R, la S, la Z, il GL: alcuni suoni arrivano più tardi di altri. Scopri a che età è normale sbagliarli e quando un difetto di pronuncia va valutato.

Logopedista e bambina a un tavolino con specchio e carte illustrate durante un esercizio di pronuncia

«Dice ancora "tane" invece di "cane", è normale?». «Ha cinque anni e la R proprio non vuole uscire, aspettiamo?». Sono tra le domande che ricevo più spesso dai genitori. La pronuncia è una delle competenze del linguaggio che si sviluppano più lentamente, e alcuni errori sono del tutto normali fino a una certa età. Il problema è capire fino a quando. In questo articolo ti spiego come si sviluppano i suoni, quali errori sono tipici, quali meritano attenzione e perché non conviene sempre aspettare che passino da soli.

I suoni non arrivano tutti insieme

Pensa ai suoni della lingua come a una scala. I primi gradini sono i suoni più semplici da produrre, quelli che si fanno con le labbra o con movimenti grossolani della lingua: P, B, M, T, D, N. Intorno ai 3 anni la maggior parte dei bambini usa questi suoni, insieme alle vocali e spesso anche a K, G, F e V.

Tra i 3 e i 5 anni arrivano suoni che richiedono movimenti più precisi: la L, la S, la Z, i suoni dolci di «ciao» e «gelato». Gli ultimi gradini, che possono completarsi tra i 5 e i 6 anni, sono quelli più complessi, come la R, il GL di «foglia», lo SC di «sciarpa» e i gruppi di consonanti come «str» o «pr». Le età sono indicative e ogni bambino ha il suo ritmo, ma intorno ai 5-6 anni ci aspettiamo che quasi tutti i suoni siano al loro posto.

Due tipi di errore diversi

Non tutti gli errori di pronuncia sono uguali. Alcuni bambini sanno benissimo quale suono vogliono dire, ma non riescono a produrlo correttamente dal punto di vista motorio. È il caso della S pronunciata con la lingua tra i denti, o della R prodotta in gola. Si parla di disturbo fonetico.

Altri bambini, invece, semplificano il sistema dei suoni: sostituiscono un suono con un altro («tane» per «cane», «pao» per «palo») o ne eliminano qualcuno («pato» per «prato»). Spesso sanno produrre quei suoni da soli, ma non li usano al posto giusto nelle parole. Si parla di disturbo fonologico. Questa distinzione è importante perché cambia il modo in cui si lavora. Ed è uno dei motivi per cui una valutazione logopedica è più utile di qualsiasi esercizio trovato online.

Quando chiedere un parere

Ti consiglio una valutazione se a 3 anni il tuo bambino è difficile da capire anche per chi lo conosce bene, se a 4 anni sostituisce in modo costante molti suoni, se a 5 anni continua a fare errori su più suoni o se a qualsiasi età noti la lingua che esce tra i denti mentre parla o deglutisce.

C'è anche un altro aspetto da considerare: l'ingresso alla scuola primaria. Un bambino che pronuncia male alcuni suoni può avere più difficoltà a collegare suoni e lettere quando impara a leggere e a scrivere. Non succede sempre, ma è un buon motivo per non arrivare a settembre della prima elementare con difficoltà ancora aperte. L'ultimo anno della scuola dell'infanzia è spesso il momento ideale per intervenire.

E nel frattempo, a casa?

La regola d'oro è non correggere chiedendo di ripetere. Se il tuo bambino dice «guarda, un tane!», rispondi con naturalezza: «Sì, che bel cane! Il cane corre». In questo modo gli offri il modello corretto, più volte, senza metterlo in difficoltà. Insistere con «non si dice tane, si dice cane, ripeti» rischia di creare frustrazione e di farlo parlare meno.

Puoi anche giocare con i suoni: rime, filastrocche, il gioco «vedo una cosa che inizia per...». Sono attività che allenano l'ascolto e la consapevolezza dei suoni, una base preziosa anche per la lettura. Se poi noti che la bocca è spesso aperta, che il bambino respira con la bocca o usa ancora il ciuccio a lungo, parlane con il pediatra: anche questi elementi possono influire sulla pronuncia.

Il percorso in studio

Durante la valutazione osservo come il bambino produce ogni suono, da solo e nelle parole, e valuto anche la forza e i movimenti di lingua, labbra e guance. Da qui costruisco un percorso su misura, fatto di giochi e attività pensati per la sua età, e ti consegno indicazioni pratiche da usare a casa. Puoi trovare maggiori informazioni nella pagina dedicata ai disturbi fonetico-fonologici oppure prenotare una valutazione.

Iniziamo insieme il tuo percorso.

Se desideri maggiori informazioni o vuoi prenotare una prima consulenza, sarò felice di ascoltare le tue esigenze e costruire insieme il percorso più adatto.

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